Scopri come funziona il bonus ristrutturazioni: aliquote 50% e 36%, limiti di spesa, requisiti, bonus prima casa, contribuenti ad alto reddito e adempimenti per imprese e tecnici.
Dal 2025 il “classico” bonus ristrutturazioni è stato rimodulato: rimane la detrazione IRPEF per il recupero del patrimonio edilizio, ma con aliquote differenziate in base all’anno di spesa, all’utilizzo dell’immobile (abitazione principale o meno) e, in prospettiva, con massimali ridotti. Restano inoltre vincoli specifici per contribuenti con redditi elevati.
Per chi lavora nel settore (imprese edili, artigiani, tecnici), conoscere questo quadro è fondamentale per impostare correttamente preventivi, contratti e tempistiche con i clienti.
La detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio (art. 16-bis TUIR) continua ad applicarsi su spese fino a 96.000 € per unità (con futuro calo a 48.000 €), ma con percentuali diverse nel tempo.
Di seguito una sintesi tabellare delle aliquote e dei massimali:

Punto chiave operativo: per chi progetta e realizza lavori, la data del pagamento (criterio di cassa) determina aliquota e massimale applicabile al cliente.
Chi può fruire della detrazione?
Tra i beneficiari rientrano tutti i soggetti IRPEF che sostengono la spesa e sono intestatari di fatture e bonifici:
- proprietari, nudi proprietari;
- usufruttuari, titolari di uso, abitazione, superficie;
- locatari, comodatari (con titolo registrato e consenso del proprietario);
- familiari conviventi e conviventi di fatto del possessore/detentore (con convivenza già in essere all’inizio dei lavori);
- soci di cooperative edilizie, imprenditori individuali (per immobili non strumentali o merce), soggetti ex art. 5 TUIR.
Per le parti comuni condominiali, la spesa agevolata è quella imputata al singolo condomino in base alle tabelle o ai criteri civilistici, purché effettivamente versata entro i termini dichiarativi
Contribuenti con reddito > 75.000 €: tetto complessivo alle detrazioni
Dal periodo d’imposta 2025, l’art. 16-ter TUIR pone un limite complessivo agli oneri detraibili per chi ha un reddito oltre 75.000 €.
Base di calcolo:
14.000 € se reddito 75.000–100.000 €;
8.000 € se reddito > 100.000 €.
Nel plafond rientrano anche le rate annue dei bonus edilizi, escluse alcune voci (spese sanitarie, investimenti in startup/PMI innovative)
Agenzia delle Entrate – Guida "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali" – aggiornamento febbraio 2026
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Le rate residue di bonus edilizi su spese pagate fino al 31.12.2024 restano escluse dal conteggio.
Operativamente, per imprese e tecnici che affiancano il cliente in fase di scelta dell’intervento, questo significa che nei redditi alti la detrazione teorica potrebbe non essere interamente fruibile.
Adempimenti chiave per non perdere il bonus
Per le imprese edili, gli artigiani e i tecnici è cruciale impostare fin dall’inizio il cantiere in modo conforme, perché errori formali possono far decadere il cliente dal beneficio.
Titoli edilizi
Occorre il corretto titolo abilitativo (CILA, SCIA, permesso di costruire, edilizia libera) in base alla tipologia di intervento, secondo DPR 380/2001, D.Lgs. 222/2016 e relativo glossario.
Pagamenti
Obbligo di bonifico “parlante” bancario o postale (anche online) con:
causale che richiami interventi di recupero patrimonio edilizio;
CF del beneficiario della detrazione;
P.IVA/CF dell’impresa esecutrice;
su questi bonifici banche/Poste operano ritenuta d’acconto 11% a carico dell’impresa (dal 1.3.2024).
Errori nel bonifico possono essere sanati solo in parte, tramite dichiarazione sostitutiva dell’impresa che attesti l’avvenuta contabilizzazione dei corrispettivi.
Contratti edile e CCNL
Per lavori avviati dal 28.5.2022 di importo > 70.000 €, nell’atto di affidamento deve risultare che l’impresa applica un CCNL edilizia stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative; in mancanza, la detrazione non spetta.
Documentazione da conservare Tra i principali documenti da mettere in ordine per il cliente:
fatture e ricevute fiscali;
ricevute dei bonifici parlanti;
titolo edilizio o dichiarazione sostitutiva se edilizia libera;
eventuale comunicazione all’ASL/se richiesto dalla normativa sicurezza cantieri;
eventuale invio dati all’ENEA per interventi con risparmio energetico (mancato invio non fa decadere il bonus, ma è raccomandato ai fini di monitoraggio).
Per maggiori informazioni non esitare a contattare lo studio: analizzeremo insieme la tipologia di intervento, le tempistiche dei pagamenti e la documentazione necessaria, così da pianificare correttamente ogni fase dei lavori e consentirti di sfruttare al meglio il bonus ristrutturazioni in piena conformità normativa.
Di seguito il link alla guida ufficiale dell'Agenzia delle Entrate
